Care Colleghe, cari Colleghi,
alla fine dopo nove, lunghi, meravigliosi anni di presidenza e dopo trenta, entusiasmanti, fantastici anni di vita istituzionale, il momento di passare la mano è inesorabilmente, ma altrettanto giustamente, arrivato.
Non vorrei sembrare oltremodo autoreferenziale, e quindi stucchevole, ma penso che non solo sia corretto, ma addirittura necessario, concludere questo stupendo, irripetibile, favoloso periodo, ringraziando ciascuno di Voi per l’onore che ho avuto la fortuna di poter vivere.
Sono ormai mesi che, in attesa della prossima conclusione del mandato, si inseguono volti, circostanze, momenti che mi riempiono la mente - a seconda del diverso stato d’animo - di gioia, tristezza, forza o rimpianti, senza pensare di poter elencare, qui, tutti i sentimenti che sto vivendo.
Chissà cosa sarebbe successo se trent’anni fa non avessi telefonato ad Aldo, quale diversa vita avrei vissuto se non avessi raggiunto una condivisione così unica con Lorella, quali sarebbero stati gli scenari nei quali mi sarei trovato a confrontarmi se non avessi incrociato sulla mia strada Flavio, Roberto, Valter, Luciano, Alessio, Rosanna, Guido, Lorenzo, Massimo, Carmela, fermandomi ai primi dieci nomi che mi vengono in mente, certo di aver dimenticato le innumerevoli persone che mi hanno permesso di vivere emozioni irripetibili, scusandomi per tutti quelli di cui non riporto i nomi solo per mancanza di spazio sulla carta ma che sono stabilmente nel mio cuore e nella mia mente.
Vivere l’Ordine in questi trent’anni, vedere crescere il Modello Torino, raccogliere il testimone dal nostro Maestro, credere fermamente nel valore della nostra istituzione, combattere con la schiena sempre dritta per cercare di fare quanto possibile per riuscire a supportare tangibilmente i Colleghi, rappresentano - anche in questo caso - solo alcune delle infinite immagini che mi scorrono negli occhi, provando a scrivere questa mia lettera di commiato.
Avrò sicuramente sbagliato, ma l’ho fatto in buona fede. Avrei potuto fare di meglio, certo, ma quello che ho fatto, l’ho fatto col cuore. Il mio più grande orgoglio, soprattutto, è quello di aver contributo a consolidare, passo dopo passo, mattone dopo mattone, una squadra: forte, unita, unica.
Rivestire la carica di Presidente di un Ordine come il nostro è stata una grande occasione personale e professionale, ma sinceramente penso che lo stesso sentimento debba contraddistinguere tutti quelli che vivono a diverso titolo la casa dei Commercialisti di via Carlo Alberto, 59.
Consiglio dell’Ordine, Fondazione Piccatti Milanese, Consiglio di Disciplina, Comitato Pari Opportunità, Enti strumentali, Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Gruppi di Lavoro, Associazione Sportiva .... ognuno di noi ha contribuito a far si che il Modello Torino - il nostro Modello Torino - rappresenti un punto di riferimento, un’eccellenza, un esempio di cosa possono essere i corpi intermedi in un mondo che, in questo momento, sembra perdere i propri modelli (appunto!) e scivolare verso la demagogia.
E questo non vuol dire essere pessimisti per il futuro. Anzi. È la dimostrazione che, insieme, si può fare qualcosa per tornare ad essere ottimisti. Per noi e per i nostri giovani.
E le ultime elezioni ne sono state la naturale conferma.
Una partecipazione così sentita, la vicinanza sensibile e riservata di tanti, il senso di appartenenza respirato e, non ultimo, i risultati ottenuti, hanno confermato che gli Iscritti, magari non tutti e forse con qualche rimbrotto, percepiscono - comunque - il valore dell’Ordine di Torino.
E tutto questo proseguirà certamente anche in futuro, indipendentemente dalle singole persone che rivestono e rivestiranno le specifiche cariche, perché il nostro sistema ha radici profonde ed è forte.
Auguro all’amico Salvatore ed alla sua squadra, alla quale il Consiglio che ho avuto l’onore di presiedere consegna il testimone a suo tempo ricevuto, di vivere le stesse sensazioni positive che abbiamo vissuto noi in questi anni, quelle good vibrations che non si raccolgono tanto nel tagliare i nastri, quanto nel ricevere un ringraziamento autentico da un Collega a cui hai dato retta in un momento difficile.
Se il nostro Ordine, cresciuto in maniera esponenziale grazie ad Aldo, rappresenta oggi un esempio unico per altre professioni e per altri territori, non lo si deve ad un singolo Presidente, ma all’opera silenziosa di tutti quelli che fanno parte della squadra testimoniata da anni dalle nostre Relazioni morali sempre più ricche.
Una squadra sapientemente coordinata da Lorella, cui va il mio personale ringraziamento per questa bellissima cavalcata che, comunque, non finisce oggi ma continuerà in futuro come soddisfatto Iscritto, seguitando a credere fermamente nei nostri valori e plaudendo ai prossimi positivi risultati che sicuramente raccoglieremo.
Un grazie di cuore a tutti per gli entusiasmanti momenti vissuti insieme.
Un ringraziamento particolare ai membri del Consiglio che, con me, non si sono potuti ricandidare per raggiunto numero di mandati e quindi a Patrizia, Sergio, Davide ed Alessandro.
Orgoglioso sicuramente per avervi potuto guidare, ma altrettanto per avervi potuto servire.
Un caro saluto.
Luca