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Il welfare negli Studi Professionali

Con il supporto delle Colleghe Paola Aglietta, Rachele Gatto e Luisella Fontanella - che ringraziamo per la consueta disponibilità - abbiamo ritenuto utile approfondire, in termini operativi, la tematica del welfare degli studi professionali. 


Il welfare negli studi professionali: un’opportunità da conoscere

Negli ultimi anni il welfare si è affermato come uno strumento di crescente interesse anche per gli studi professionali, che, analogamente alle imprese, possono erogare ai propri dipendenti beni e servizi finalizzati a soddisfare bisogni personali e familiari, beneficiando di un trattamento fiscale di favore.

Per welfare si intende l’insieme di prestazioni non monetarie – sotto forma di cessione di beni o fruizione di servizi – riconosciute dal datore di lavoro sulla base di un accordo aziendale, di un regolamento interno o anche mediante atto unilaterale, a favore della generalità dei dipendenti o di specifiche categorie. La disciplina si applica anche ai datori di lavoro professionisti.

Nonostante ciò, il welfare risulta ancora poco diffuso negli studi professionali, spesso per una non completa conoscenza della materia o per la percezione di una complessità applicativa.

L’interesse verso questi strumenti è alimentato dalla crescente domanda di servizi di assistenza e protezione sociale e dall’elevato costo del lavoro, che rende particolarmente attrattive forme di remunerazione alternative allo stipendio in denaro.

Il principale riferimento normativo è l’articolo 51, comma 2, lettera f) del TUIR, che esclude dalla formazione del reddito di lavoro dipendente l’utilizzazione di opere e servizi messi a disposizione dal datore di lavoro per finalità di utilità sociale.


Come attivare il welfare in uno studio professionale

Il welfare può essere introdotto tramite accordo aziendale, regolamento interno o atto unilaterale del datore di lavoro, purché rivolto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee.

Individuazione dei benefici e dei destinatari

È necessario individuare i destinatari e le tipologie di welfare più adatte, come fringe benefit, buoni pasto, voucher per servizi, contributi per formazione, tempo libero o esigenze familiari.


Verifica del trattamento fiscale

Occorre verificare il corretto inquadramento fiscale delle prestazioni, facendo riferimento alla normativa vigente e alle eventuali misure agevolative temporanee.


Modalità di erogazione

Il welfare può essere gestito direttamente dallo studio, tramite voucher o attraverso piattaforme dedicate che semplificano la gestione amministrativa.


Comunicazione ai dipendenti

Una comunicazione chiara delle finalità, dei vantaggi e delle modalità di utilizzo è fondamentale per garantire l’effettiva fruizione del welfare.


Perché il welfare è una leva strategica per il Commercialista

Il welfare rappresenta oggi uno strumento strategico per:

-  ottimizzare il costo del lavoro;

- valorizzare la retribuzione dei dipendenti senza aggravio fiscale e contributivo;

- supportare le imprese nei processi di attrazione e fidelizzazione delle persone;

- affiancare il professionista nelle scelte di medio-lungo periodo legate a benessere, sostenibilità e organizzazione del lavoro.


Convenzioni istituzionali utili

*Happily

Piattaforma per lo sviluppo di un progetto di welfare

Per approfondimenti cliccare qui. 

A mero titolo di supporto si allega bozza del “Piano di welfare – Regolamento".

*Satispay

Bbuoni pasto e/o buoni acquisto

Per approfondimenti cliccare qui. 

Edenred

Ticket restaurant

Per approfondimenti cliccare qui.

Adecco

Formazione del personale

Per approfondimenti cliccare qui.


Conclusioni

Il welfare rappresenta una leva strategica anche per gli studi professionali, in grado di migliorare il benessere dei collaboratori e di rendere più efficiente la gestione del costo del lavoro. Una maggiore diffusione della conoscenza dello strumento può favorirne un utilizzo consapevole e progressivo.